Villa Trabia fu costruita da Michele Gravina principe di Comitini nel 1759, su un progetto dell'architetto di Stato abate Nicolò Palma. Negli anni successivi la villa passa di proprietà ai Lanza di Trabia, i quali ne ordina il restauro modificandone l’aspetto originario. La strutta attuale presenta un impianto neoclassico: lesene, architravi, ornamenti in stucco bianco su fondo un fondo grigio intenso, lavorato in stile rocaille; soltanto all’esterno, alcuni vasi sull’attico dell’edificio e statue allegoriche ai lati della facciata, riconducono all’atmosfera stilistica del barocco. La pianta è simmetrica ed ha un corpo centrale a tre piani più elevato a cui si addossano due corpi leggermente sporgenti di minore dimensione, ai quali si collegano ad angolo retto le ali delle dipendenze. Mediante una scala interna si giunge al piano nobile costituito da vari ambienti, le volte e le pareti dei saloni sono state affrescate e riccamente decorate da Elia Interguglielmi tra il 1796 e il 1797, mentre le decorazioni esterne sono opera degli architetti Tommaso Sanseverino e Giuseppe Firriolo. Nel parco della villa si trova una bellissima fontana che ospita, al suo centro, una mirabile opera scultorea del Marabitti, la Statua dell’Abbondanza, un tempo custodita nel giardino di palazzo Butera (fino al 1950). La villa è privata e difficilmente visitabile; la parte nobiliare è stata da tempo trasformata in residence di lusso.
Terra di conquista, terra di frontiera, crocevia di culture, la Sicilia è la perla del Mediterraneo. Da Palermo a Siracusa, dal Catanese al... continue »