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Cosa Vedere e Fare a Pisa
Prendete un grande prato verde, adagiateci sopra stupendi monumenti in marmo bianco in classico stile romanico pisano, amalgamate il tutto in modo che risulti armonico (ed in parte perfettamente storto),ed otterrete il capolavoro del medioevo italiano, Piazza dei Miracoli, non a caso decretata nel 1987 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. L'area, destinata al culto sin dall'epoca degli Etruschi, si trova in posizione decentrata rispetto al centro storico della città e costituisce il centro religioso cittadino. Battistero, Duomo e Camposanto rappresentano simbolicamente le tappe obbligatorie dell’esistenza umana: nascita, vita e morte, qui riunite spazialmente in una dimensione mistico-religiosa.
Ma vediamo più da vicino:
 
Duomo. Lungo 100 ed alto 36 metri, questo enorme edificio venne fondato nel 1063 a riprova della potenza e del prestigio acquisito dalla Repubblica Marinara. Secondo la tradizione, la costruzione del Duomo sarebbe stata finanziata con il bottino ricavato in seguito alla cattura di alcune navi saracene nel porto di Palermo.
La facciata, interamente rivestita da marmi bianchi e grigi, è divisa in cinque piani sostenuti da sessantotto colonne; il primo piano disegna sette finte arcate, in tre delle quali sono aperte altrettante porte. Lo stesso sistema di finte arcate costituisce la struttura dei fianchi dell'edificio e del transetto; solo i piani superiori sono forati da finestre.
Accanto al portone centrale si possono ammirare numerose decorazioni a girali e fogliame sormontate da capitelli corinzi e leoni. Una leggenda riguardo queste decorazioni racconta che una piccola lucertola scolpita fra queste porti fortuna ed infatti la maggior parte degli studenti viene a sfiorarla il giorno degli esami come buon auspicio.
L'interno del Duomo di Pisa, a croce latina con cinque navate longitudinali, è completamente rivestito da marmi policromi bianchi e neri e presenta una bella cupola finemente affrescata sostenuta da un tamburo ottagonale.
Il Duomo ospita diverse opere d’arte come il Pergamo marmoreo di Giovanni Pisano (1311), il mosaico absidale di Cimabue, tele di Andrea del Sarto e Beccafumi, un Crocifisso in bronzo del Giambologna e la lampada che secondo la leggenda ispirò gli studi di Galileo sul pendolo (la lampada originale, molto più piccola, è conservata nella Cappella Aulla in Camposanto). Si ritiene inoltre che i dodici altari, che ne arredano l’interno, siano stati disegnati da Michelangelo.
Addentrandoci nel campo del mistero e della leggenda non si può non ricordare il bizzarro pezzo di marmo di origine romana visibile sul lato nord, a sinistra della facciata davanti al Camposanto, sul quale sono presenti una serie di buchini neri, detti le unghiate del Diavolo. La leggenda vuole che siano infatti i segni lasciati dal Diavolo quando si arrampicò sul duomo nel tentativo di fermarne la costruzione. La particolarità sta nel fatto che contando le “unghiate” più volte il numero non risulta mai lo stesso. Un vero e proprio dispetto del Maligno. L’ingresso è 2 EUR, gratuito nei mesi di gennaio, febbraio, novembre e dicembre. 
 
Museo dell'Opera del Duomo. In Piazza dell’Arcivescovado, ospita nelle sue 23 sale le numerose opere provenienti dal Duomo, dal Campanile (Torre Pendente) e dal Battistero di Piazza dei Miracoli. Ingresso 5 EUR.
 
 • Torre Pendete. D’accordo che non c’è niente di più odioso che identificare una città solo ed esclusivamente con un suo elemento caratteristico, soprattutto quando questa ha molto altro da offrire. D’accordo anche che non siamo tipi della serie “Roma è il Colosseo” e “Firenze è il Ponte Vecchio”. D’accordo, infine, che odiamo i clichè da viaggio organizzato.
Ma, concedetemelo, andate a Pisa a vedere la Torre Pendente, simbolo indiscusso dell’Italia turistica nel mondo. La Torre di Pisa altro non è che il campanile del Duomo, sebbene goda di una popolarità e di una fama che sorpassa di gran lunga quella della Cattedrale e degli altri monumenti del complesso di Piazza dei Miracoli.
Anche se costruirla storta sarebbe stata una geniale intuizione di promozione turistica, in realtà la non voluta pendenza è da imputare a cedimenti del terreno che si manifestarono già nel 1185 e che da allora hanno fatto passere notti insonni a tutti quegli ingegneri ed architetti che nel corso dei secoli, sono stati coinvolti per assicurare lunga vita alla struttura. Quattordicimila tonnellate per 58 metri di altezza, questo gigante di marmo bianco si compone di otto strati in crescendo verticalmente, ognuno composta da una serie di arcate. Il primo strato di base è il più solido, a seguire ve ne sono sei identici detti “le loggette”, e l’ottavo, il più stretto, posto in cima ospita il campanile. Il biglietto di ingresso alla torre costa 15 EUR.D’accordo che non c’è niente di più odioso che identificare una città solo ed esclusivamente con un suo elemento caratteristico, soprattutto quando questa ha molto altro da offrire.
La Torre, oltre ad essere una bellezza storico-artistica del nostro Paese, possiede anche la capacità di provocare uno strano effetto di regressione mentale che sembra colpire indistintamente piccoli e grandi….si sta parlando dell’”effetto foto buffa”. Tre sono quelle che la Torre, inducendo ad un profondo stato di alterazione mentale anche i più seriosi, costringe a scattare: “tu che ti carichi sulle spalle la torre”, “tu che cerchi di raddrizzarla” o semplicemente la versione “tutti sbilenchi con Torre sullo sfondo”.
I Pisani sono abituati a queste impietose scenette quindi non vi guarderanno con aria misericordiosa, anche se si potrebbe promuovere un dottorato di ricerca su “Cosa pensa davvero il pisano del turista “sotto effetto Torre?”. In altre parole divertitevi.
 
 • Battistero. A pianta circolare con i suoi 54 metri di altezza, è il Battistero più alto del mondo. Ricoperto di marmo bianco, fu edificato in pieno stile romanico-pisano, anche se non manca una chiara influenza gotica specialmente nelle decorazioni e nelle bifore. Da ammirare al suo interno sono: la Fonte Battesimale con la statua bronzea raffigurante San Giovanni Battista, dove lo stesso Galileo Galilei ricevette il sacramento nel 1564, l'Altare trecentesco in marmo, il Pavimento a mosaico, e il Pulpito, autentico capolavoro di Nicola Pisano che rappresenta una delle novità dell'epoca in tema di sculture, specialmente per la profondità e la precisione delle figure. La cupola è divisa in due, una parte rossa in mattoni, l'altra bianca in lamine di piombo. I detrattori di Pisa misero in giro la voce che fosse stata la mancanza di denaro a costringere i costruttori a non ricoprire di rosso l'intera cupola; in realtà questa decisione va ricondotta alla volontà di far sì che il battistero fungesse al contempo da faro notturno. Nelle città di mare non di rado si sfruttava il riflesso della luna sulle lastre bianche per permettere alle navi di meglio orientarsi. Ciò che sorprende maggiormente di questo edificio è il suggestivo effetto di eco che si produce al suo interno, riuscendo a creare un forte coinvolgimento spirituale. Ingresso 5 EUR a persona.
 
 • Camposanto. La tradizione vuole che questo edificio sorga laddove l’arcivescovo Ubaldo Lanfranchi abbia fatto depositare grandi quantità di “terra santa” presa sul monte Golgota e trasportata sulle galee pisane di ritorno dalla seconda crociata nel 1203. A tale terra le credenze religiose attribuiscono la miracolosa capacità di trasformare i cadaveri che vi si seppelliscono in scheletri nell’arco di sole 24 ore. Il Camposanto ospita le spoglie dei più illustri pisani, ma anche di imperatori e personaggi importanti. All'esterno è in semplice marmo bianco, con 43 archi ciechi e due porte, mentre l’interno si presenta come un vasto chiostro rettangolare, che cinge un'area di prato chiusa all'esterno da una cinta marmorea con arcate cieche su lesene e teste umane poste all'attacco degli archi, tutte opere della scuola di Giovanni Pisano. Sul lato meridionale del Camposanto Monumentale (lato lungo, verso la Cattedrale) si scorgono due porte, importantissima è quella di destra perché sopra di essa è collocato un tabernacolo gotico con all'interno una Madonna di Giovanni Pisano fra Angeli di Tino di Camaino. Durante i bombardamenti del ’44 gli affreschi che campeggiavano lunghe le pareti dei quattro corridoi furono gravemente danneggiati. Gli affreschi staccati e restaurati sono oggi in parte tornati nella collocazione originale, in parte conservati nel cosiddetto “salone degli affreschi” sul lato posteriore del Camposanto. Tra questi ultimi vi sono il Trionfo della Morte, Il Giudizio Universale, e La Tebaide. Ingresso 5 EUR a persona. Ingresso 5 EUR.
 
 • Museo delle Sinopie
Il Museo delle Sinopie ha sede in un’ala dell’Ospedale Santa Chiara che si affaccia sulla Piazza del Duomo.
Per sinopia si intende il disegno preparatorio, la base del futuro affresco, tracciato sul fresco con terra ocra o rossastra.
La scoperta delle sinopie fu fortuita ed in parte drammatica. I Bombardamenti del ’44 infatti danneggiarono a tal punto gli affreschi del Camposanto Monumentale, che per conservarli e recuperarli fu necessario procedere ad un distacco, il quale porto alla luce le sottostanti sinopie, per l’appunto. Si tratta di un percorso museale, sui generis, dal momento che permette al visitatore di venire a conoscenza del processo che sottende alla realizzazione di queste opere, processo fatto di studio, tecnica, modifiche, creatività spesso non lineare. Ingresso 5 EUR per persona.
 
Ma come preannunciato Pisa non è solo Piazza dei Miracoli, possedendo un centro storico raffinato ed elegante che può essere visitato a piedi. Si può partire da Piazza dei Cavalieri che ospita alcuni dei Palazzi storici della città: il Palazzo degli Anziani, oggi Palazzo della Carovana sede della Scuola Normale di Pisa, la Torre dei Gualandi , meglio nota come Torre della Fame, citata da Dante nella Divina Commedia nel passo che ricorda la morte del Conte Ugolino della Gherardesca qui imprigionato, il Palazzotto del Capitano, il Palazzo dell’Orologio, il Palazzo dei Priori e la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri che ospita opere di grande pregio, tra cui una scultura di Donatello e affreschi del Vasari. Proseguendo per Via S. Frediano si raggiungerà Piazza delle Vettovaglie, cinta dal bel portico cinquecentesco, e da lì imbpccando via delle Colonne si raggiunge Borgo Stretto, una delle strade più suggestive della città, con i suoi bei portici divenuti il fulcro dello shopping a Pisa dove sarà possibile ammirare la chiesa di S. Michele in Borgo. in Borgo Stretto al numero 34  fate una capatina al Bar Settimelli che nato negli anni Trenta non ha smesso da allora di essere un punto di riferimento per quanti si trovano a visitare la città ed i suoi monumenti, ivi compresa la casa di Vincenzo Galilei, padre del celebre astronomo pisano, che proprio alla nascita del figlio nel 1564, risiedeva nel palazzo in cui è insediato il locale.
 
Continuando in direzione del Ponte di Mezzo sarà possibile ammirare il trecentesco Palazzo Comunale e le Logge dei Banchi, maestoso loggiato eretto in bugnato rustico, che un tempo accoglieva il mercato di generi vari, in particolare il mercato della lana e quello della seta.
L’Arno è indubbiamente un protagonista prestigioso dello stupendo scenario che è Pisa. Il fiume divide e caratterizza la città, formando un tutt’uno con l’identità e la storia della stessa. I fiumi sanno regalare alle città quel gusto malinconico e solenne che a Pisa è possibile ritrovare passeggiando sui Lungarni. Quello Mediceo è di gran lunga il più frequentato, ospitando numerosi edifici storici tra cui Palazzo Toscanelli sede dell’Archivio di Stato e Palazzo dei Medici sede della Prefettura. Da non perdere la Chiesa di S. Matteo in Soarta dell'XI secolo con l’annesso ex convento oggi sede del Museo Nazionale di S. Matteo importante soprattutto per le sculture pisane, i dipinti toscani e di altre scuole dal XII al XV secolo, nonché per le ceramiche medioevali islamiche e pisane. Tra le tante opere si distinguono le eccellenti opere di Nicola Pisano e Donatello. (Ingresso intero 4 EUR, ridotto 2 EUR per i cittadini dell’U.E. di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti, gratuito per i cittadini dell’U.E minori di 18 anni e maggiori di 60). Il Lungarno Mediceo pullula di gelaterie, pub e ristornati e, non a caso, è stato eletto dai più giovani come punto di incontro cittadino. Il Lungarno Pacinotti (prosecuzione del mediceo) ospita, al numero 27, nel quattrocentesco Palazzo Agostini, il Caffè dell'Ussero, le cui pareti sono un album di ricordi e testimonianze dei suoi illustri frequentatori. Infatti, fondato nel 1775, fu sede, nel 1839 delle riunioni del primo Congresso Italiano degli Scienziati. 
Agli amanti dello shopping ricordiamo che l’artigianato pisano si segnala in particolare per la pelletteria, le calzature, la terracotta, i mobili in legno e, naturalmente, la gastronomia. il circuito dello "spendaccione" parte da Piazza delle Vettovaglie, cuore medievale della città, che ospita giornalmente un colorato mercato per poi proseguire lungo Borgo Stretto e, attraversando il Ponte di Mezzo, in Corso Italia. Per gli amanti del trash impedibile è la piccola statuina raffigurante la Torre Pendente, che è possibile acquistare in una delle tante bancarelle di souvenir che affollano Piazza dei Miracoli.
 
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