La costruzione del Teatro Romano risale alla fine del I secolo a.C. Fu costruito a ridosso del colle San Pietro, sfruttando la pendenza naturale del terreno, così come facevano i greci prima dei romani. Costruito tra i due ponti che collegavano anticamente le due parti della città, il teatro, era utilizzato per assistere a rappresentazioni, tragedie e commedie d’ispirazione greca. Delle antiche vestigia del teatro oggi non rimane molto; spogliato delle sue pietre per costruire torri e palazzi e infine ricoperto esso stesso di edifici è ritornato alla luce a fine ottocento per opera del Comune di Verona che acquistò l’area dove il teatro riposava, demolì le casupole che vi sorgevano sopra e riportò alla luce ciò che rimaneva del Teatro Romano. Durante i lavori di riqualificazione fu risparmiata solo la chiesa dei santi Siro e Libera, che ancora oggi insiste sulle gradinate interrompendone il corso. Poco rimane invece di ciò che doveva essere la scena antistante il fiume e degli archi che sostenevano le gradinate alle estremità della cavea. I reperti emersi durante gli scavi, sculture, decorazioni, iscrizioni, sono state collocate all'aperto nel cortile antistante l’ingresso o nei vari musei cittadini. Il Teatro Romano, così come l’Arena, è tutt’oggi utilizzato, ed è divenuto il palcoscenico ideale del Festival Shakespeariano e del Verona Jazz Festival. Con il medesimo biglietto di accesso al teatro è visitabile il Museo Archeologico di Verona che ha trovato posto nell’adiacente ex-convento dei Gesuati.