La cucina trentina è una cucina di frontiera, semplice, schietta, genuina. Terra racchiusa tra i monti, il Trentino ha conservato quasi immutata la sua tradizione gastronomica, risultato, da un lato, di rapporti secolari con il mondo di lingua tedesca, e dall’altro, di antiche condizioni di vita aspra, che hanno favorito il nascere di piatti semplici e genuini. Polenta, crauti, lardo, minestrone, un pò di formaggio e burro, sono stati i cibi che hanno nutrito per secoli le popolazioni di questa terra. Ben diversa la realtà delle corti dei ricchi prelati: nei banchetti si festeggiava sia con uccellagione che con daini, camosci e caprioli. Solo in seguito dell’annessione al Regno d’Italia, la cucina trentina si è arricchita della pasta, sostituita da sempre dai canederli. Fra le specialità tipicamente trentine ricordiamo: tra gli antipasti, i Tirtlen, tortellini fritti, con ripieno di spinaci crauti e ricotta e la zuppa di canederli con fegato di manzo, cotto direttamente nel grasso dell’animale. Le zuppe più famose del Trentino sono la Panada, la Mosa la Panicia. Cervo e capriolo sono le carni più gettonate, ovviamente a queste si aggiunge la carne di agnello e di maiale. Il modo migliore per assaporarle è abbinarle con altri prodotti del sottobosco, ad esempio i funghi. Ottimo anche il pesce d’acqua dolce, in particolare le trote e il salmerino. Il Trentino vanta una produzione casearia d’eccellenza: ricordo il Trentingrana, l’Asiago pressato e d’Allevo, il Vezzena, il Puzzone di Moena, la Spressa delle Giudicarie e Rendena, la Tosela, la Ricotta, il Dolomiti, il Casolet ed il Fontal. Gran parte dei dolci trentini sono comuni a quelli dell’Alto Adige: strudel, krapfen, zelten. Tipicamente trentina è, invece, la torta di pane raffermo, la torta de fregoloti, la torta di noci, la torta di nocciole, la torta di ricotta, la crostata di rabarbaro la torta di carote, la torta di rose. Infine i vini: il 90% è d’origine controllata. Cinque sono le zone di maggiore vocazione: la valle dell’Adige, la Rotaliana, la Vallagarina, la valle dei Laghi e la valle di Cembra. Tre i vitigni autoctoni maggiormente coltivati: il Teroldego, il Marzemino e il Nosiola. La grappa trentina, inoltre, tratta dalle vinacce dei vitigni autoctoni è considerata tra le migliori al mondo.