La maestosità dell’esterno riecheggia al suo interno. Quando entrerete per la prima volta, la sensazione di grandiosità e di magnificenza vi renderà per qualche istante increduli al pensiero che, sì molte volte l’avete vista per televisione, l’avete vista fotografata ed ammirata sui libri di storia dell’arte, ma lì, di presenza, la sensazione è diversa; vi sentirete piccini piccini di fronte alle sue proporzioni ed all’incredibile bellezza artistica e spirituale del luogo dove, passo per passo, le innumerevoli opere d’arte che la decorano, si offriranno ai vostri occhi dicendovi che qualsiasi materiale, sapientemente lavorato da un genio artistico, magnifica la materia stessa conferendole quella sacralità che solo un luogo destinato al culto pretende ed esige.
Per citare solo alcuni capolavori dell’interno: la Pietà di Michelangelo, alcune cancellate del Borromini, il Baldacchino del Bernini, monumenti funerari dedicati ai papi di Canova, Bernini, Algardi, Thorvaldsen, unico artista non cattolico ad avere lavorato per la Basilica. Interessante, e merita una visita, è la Chiesa Sotterranea, conosciuta meglio come le Grotte Vaticane, dove ci sono le tombe di numerosi pontefici e dove, in seguito ad alcuni scavi, intorno agli anni Quaranta, fu rinvenuta una necropoli romana che avvalorerebbe l’ipotesi che la sepoltura di San Pietro si trovasse proprio lì, dove per devozione al santo è sorta la Basilica. Nel 1953, furono ritrovate delle ossa avvolte in preziosa porpora in un loculo della stessa necropoli, sul loculo una iscrizione incompleta in greco recava, leggibile, il nome di Pietro. Questo rinvenimento offrì a papa Paolo VI l’occasione per ricollocare i resti dell’Apostolo nel sottosuolo del Baldacchino del Bernini.