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Fare i turisti a Castelbuono
Il vostro tour turistico deve prendere le mosse dall’inizio di Corso Umberto I che vi condurrà al cuore del paese. Incontrerete la fontana delle Venere Ciprea,complesso scultureo di contenuto mitologico, di squisita fattura classica, innalzato nell’antico viale d’ingresso dell’abitato di Ypsigro(antico nome della città) nel 1614. Proseguendo, fra i profumi di due fabbriche dolciarie ( Pinzino e Cammarata), che avranno forse sfornato cannoli e cassatine siciliane, vi ritroverete davanti alla Chiesa del Crocifisso, presistente alla zona del castello, assai prima quindi del XIV secolo .Il campanile barocco è rivestito con piastre maiolicate policrome e la balaustra presenta molti elementi decorativi. Le molte opere pittoriche, le sculture e gli arredi che la arricchivano, sono esposti nella Matrice Nuova. Da vedere, inoltre la Chiesa dell’Idria, eretta nel XVIsec., che custodisce una grande tela, raffigurante la Madonna dell’Odigitria di Gaspare Vazzano,detto lo Zoppo di Gangi, eseguita nel 1586. Pochi passi e ci si ritrova in Piazza Margherita, cuore della città. A sinistra, l’antico Banco di Corte dei Ventimiglia, oggi sede dell’ufficio turistico, al centro la cinquecentesca fontana; a destra la Madrice Vecchia, iniziata nel XIV secolo, alla quale venne addossato, nel cinquecento, un rinascimentale portico d’ingresso. Sempre in piazza la Torre dell’Orologio: l’impianto che risale al 1791, sovrasta l’edificio che in tempo feudale era adibito a carcere; l’attuale congegno è datato 1885. Passando sotto l’Arco di Sant’Anna vi ritroverete dinnanzi al magnifico Castello dei Ventimiglia . Iniziato a costruire nel 1316 dal conte Francesco I di Ventimiglia sul colle di S.Pietro d’Ypsigro, da cui il nome di “Castello di buon aere” che dà il nome a Castelbuono. La originaria struttura non è facile da identificare: la forma a cubo richiama l’architettura araba, le torri quadrate rispecchiano quella normanna, la torre cilindrica quella sveva. Sono state scoperte scalette segrete che intercomunicavano con i vari piani e una galleria che lo metteva in comunicazione con la Chiesa di S. Francesco del 1322. Ci riportano all’epoca feudale le stanzette sotterranee che venivano adibite alla reclusione di condannati che si macchiavano di reati gravi. Splendida è la Cappella Palatina, ornata da stucchi dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta, eseguiti nel 1683, ove, in un’Urna si trova custodita la reliquia del teschio di Sant’Anna, patrona di Castelbuono. L’Urna fa da piedistallo al mezzobusto scultoreo d’argento della Santa opera del 1521. L’artistico “Coro ligneo” è opera dello scultore castelbuonese Domenico Coco del 1760. Allontanandosi dal centro, una visita merita senz’altro il “Complesso di San Francesco”. In esso potete ammirare il Mausoleo dei Ventimiglia, costruzione ottagonale di stile gotico incorporata alla chiesa costruita nel 1332, fatta costruire per volere di Francesco I Ventimiglia fondatore di Castelbuono. Attraversando il Portale d’ingresso, di squisita lavorazione, nel suo interno emerge il maestoso Sarcofago del principe Francesco IV di Ventimiglia, scultura del “barocco” siciliano. Al magnifico Chiostro cinquecentesco, all’interno dell’ex convento, si accede dalla piazza. Durante il vostro giro culturale-turistico, non dimenticate di visitare, inoltre, la chiesa di S.Antonino Martire, di San Nicolò, quella dell’Annunziata, della S.S.Trinità (Collegio di Maria) e della Badia. Andate un giorno alla Cartiera Turrisi (1823) nella valle del Martinetto. Una visita meritano i due Musei di Castelbuono: il Museo Civico con sede al Castello, che conserva e valorizza il patrimonio monumentale, storico, artistico e letterario della città e il Museo Francesco Minà Palumbo che porta il nome di un illustre ed illuminato studioso di Castelbuono del XIX secolo, le cui collezioni storico-naturalistiche, (fossili, erbario, uccelli, piante, testi rari, etc.) sono raccolte nella Badia.
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