Noto è divisa in due parti, Noto Alta o Piano Alto (chiamata Cianazzu in dialetto) e Noto Bassa.
Il piano originale della città prevedeva la costruzione degli edifici principali sulla sommità della collina (dove si trova l'attuale Noto Alta), ma i potenti nobili locali decisero di sfruttare la scenicità del pendio per costruirvi i loro palazzi, e il clero non fu da meno.
Il risultato è oggi una città con un incredibile impatto scenografico, costruito su tre strade principali parallele in direzione est-ovest e una serie di vie trasversali in forte pendenza.
Il momento migliore per visitare la città è nel primo pomeriggio delle giornate d'estate o di primavera, quando gli edifici in tufo si accendono di una luce dorata e calda.
Il fulcro della città è piazza Municipio, un largo spiazzo sul quale affacciano frontalmente il palazzo del Comune e la Cattedrale, e ai cui lati si stagliano altri edifici in una sorta di contrappunto architettonico.
Se verrete a Noto, verrete portati dalla stessa struttura della città (e dal flusso dei turisti) verso questo luogo, e certamente non mancherete di osservare con meraviglia gli edifici del Corso Vittorio Emanuele III, la via del clero e del potere, che si dipana dalla Villa Comunale attraverso piazza Municipio fino a piazza XVI maggio (piazzetta Ercole per i locali). Qui si trovano la Porta Reale (che segnava l'ingresso alla città), la chiesa di Santa Chiara, di San Francesco all'Immacolata, del Santissimo Salvatore, di San Carlo, e in più numerose residenze private, il Teatro Comunale, il Liceo Classico e naturalmente il Municipio.
E' una bella camminata, non mancano le gelaterie e pasticcerie (alcune famose in tutta Italia), nè gli angoli dove si può sedere sotto il fresco di un albero a riposare dalla canicola. E questo è di solito quello a cui si limitano la maggior parte dei turisti "mordi e fuggi". Ma la città offre molto di più.
Dal Corso, dopo il Banco di Sicilia, salite a destra lungo via Nicolaci, strada da cartolina per eccellenza, soprattutto nel periodo dell'infiorata (terza domenica di maggio), quando il manto stradale si copre di uno strato di fiori, usati per formare disegni ispirati al tema dell'anno. In cima vi aspetta la concava chiesa di Montevergine e Via Cavour, la strada dei nobili, che pur mancando della spaziosità del Corso, è costeggiata da bellissimi edifici.
Andando alla vostra destra, rientrerete in direzione della cattedrale, e potrete riscendere verso il Corso da uno dei vicoletti sulla destra, o da via Gioberti, che termina con la bellissima piazzetta con vista sul Corso (dove si trova la chiesa del SS. Salvatore).
A sud del Corso corre invece via Ducezio, chiusa ad una estremità dalla Chiesa del Carmine, e all'altra dal dedalo di viuzze del quartiere popolare "Machina 'o ghiaccio".
Qui, dove si stabilirono i borghesi della nuova Noto, gli edifici sono più piccoli, ma comunque ornati di fregi di ottima fattura.