Il territorio comunale di Noto, il più vasto della Sicilia, spazia dal mar Ionio alle pendici dei monti Iblei, offrendo una grande varietà di paesaggi. Ovviamente il mare è l'attrazione principale della zona (insieme alle bellezze architettoniche).
Noto ha ottenuto nel 2007, per il suo mare pulito e le sue spiagge, le cinque vele nella Guida Blu di Legambiente, onore condiviso con altre 10 località marittime.
La costa netina è caratterizzata da una serie di spiagge di sabbia fine intervallate da tratti di scogliera. Venendo da Nord (da Siracusa o da Avola) si incontrano prima le località più frequentate dalla gente locale: Calabernardo (o Balata), un tranquillo borgo frequentato più che altro da pescatori, e Lido di Noto, una lunga spiaggia parallela alla strada, nella quale la calura estiva attira migliaia di persone (e di automobili). Se vi interessa fare conoscenza con i locali, ascoltare musica a volume piuttosto alto, fare una partita a calcio balilla o sedere ad un tavolino sorseggiando un drink, questo è il posto adatto. Ci sono bar sulla spiaggia o lidi un pò lungo tutto questo tratto, quindi i comfort non vi mancheranno di certo, magari a scapito di un pò di tranquillità. Inoltre, la spiaggia è sulla strada, quindi facilmente raggiungibile (ma trovare parcheggio nei fine settimana estivi è estremamente difficile). Se avete voglia di godervi il mare in santa pace, vi suggerisco di proseguire verso sud lungo la strada che costeggia il mare. Dopo aver superato piazzale Lido, proseguite salendo per la stradina accanto all'Hotel Elios. Alla successiva discesa, vi troverete ad un incrocio: prendendo a sinistra arriverete ad una spiaggia più piccola di quelle precedenti, ma ancora piuttosto affollata. Andando drittto, superate una pizzeria alla vostra destra e inerpicatevi per la ripida salita. Proseguite lungo il sentiero fino ad arrivare ad uno spiazzo con vista su una bellissima spiaggia, e su una collina a picco sul mare, recintata. Parcheggiate e scendete a piedi per raggiungere la spiaggia. Questa è chiamata la spiaggia della "colonna pizzuta", dai resti di una colonna normanna che si trovano nel parco archeologico poco distante. Qui siete al limite della riserva naturale della foce del Tellaro, che potrete raggiungere arrampicandovi sulla collinetta e scendendo dall'altro lato. Ma raccomando, non lasciate i vostri oggetti personali incustoditi! Rubare in spiaggia è davvero molto facile... Le spiagge della riserva sono raggiungibili anche in auto. All'incrocio dopo l'hotel Elios prendete a destra e poi girate alla prima a sinistra dopo aver passato il ponticello ferroviario. Seguite la discesa (alla vostra destra si trova un maneggio) e alla curva invece di seguire la strada asfaltata, prendete dritto per lo sterrato, sotto un altro ponte ferroviario. Seguita la strada (in condizione decente o pessima a seconda dei giorni) fino al ponticello, poi andate a sinistra. Arriverete ad un parcheggio a pagamento, che dà direttamente sulla spiaggia. Questa è veramente deliziosa, ma se avete la forza di camminare un quarto d'ora sotto il sole, attraversatela tutta, superate l'incantevole fiumiciattolo (il Tellaro) e dopo gli scogli troverete forse la spiaggia più bella di tutta la costa netina. Entrambe le spiagge sono parte di una riserva naturale, qundi sarebbe teoricamente vietato fare troppo casino, portare animali, fare fuochi e quant'altro, anche se la sorveglianza è purtroppo scarsa. Fate affidamento al vostro senso civico e ricordate che non ci sono contenitori per i rifiuti sulla spiaggia, quindi dovrete riportarvi indietro tutto quanto. Qui troverete pochissimi siciliani, la spiaggia è molto meno affollata delle altre, è frequentata soprattutto da turisti. Se andate alla seconda spiaggia, siate preparati alla possibilità di incontrare dei nudisti, anche se una piccola minoranza.
Per raggiungere la riserva di Vendicari e la spiaggia di Calamosche (funno i musca) dovete riallacciarvi alla strada provinciale (SP 19) che porta a Pachino. Qualche chilometro dopo essere usciti da Noto troverete alla vostra sinistra l'ingresso alla spiaggia di Calamosche, e successivamente quello per la riserva vera e propria, dove si trova una spiaggia più grande. Fate attenzione, le entrate non sono segnalate adeguatamente, ci sono solo delle scritte verniciate sulla strada.
Se potete, programmate di spendere una intera giornata qui, perchè ne vale veramente la pena. La spiaggia di Calamosche, che si raggiunge dopo un quarto d'ora di cammino dal parcheggio, è piccola ma molto suggestiva, incorniciata dalle scogliere sui due lati e con alle spalle nessun segno di civiltà. Da lì potete anche decidere di farvi una bella scarpinata verso sud, dove si trova l'altra spiaggia (più grande, ma in parte chiusa ai turisti per permettere alle tartarughe marine di deporre le uova), i resti di una tonnara e i pantani di acqua salata, che rappresentano un ecosistema unico, rifugio per migliaia di uccelli migratori.