Immersi in una campagna disegnata geometricamente da chilometri di muretti a secco ed ornata da alberi di carrubo, a 15 km. da Ragusa, raggiungerete
Modica, economicamente e culturalmente vivace fin dal XV° sec., è oggi meta di un turismo raffinato ed interessato al suo notevole patrimonio artistico, artigianale e culinario; avete mai sentito parlare e soprattutto assaggiato il cioccolato di Modica?...una dolcezza apprezzata in tutto il mondo!
Occupa un vasto altopiano segnato da profondi canyon, chiamati “cave", alla confluenza di due fiumi Pozzo dei Pruni e Janni Mauro, che una volta confluivano dando vita al più importante fiume Modicano, che, ormai secco, fu ai primi del XX° secolo coperto, come gli altri due, dando vita all’asse principale della città, Corso Umberto I°. Fu definita la città più caratteristica dopo Venezia per la presenza dei suoi 17 ponti che consentivano l’attraversamento dei corsi d’acqua.
La città si divide in Modica Alta e Modica Bassa ed il suo vasto territorio comunale, che raggruppa paesi e frazioni, va dalle falde dei Monti Iblei fino al Canale di Sicilia con Marina di Modica e Maganuco. La sua conformazione territoriale finisce pure per influire sul clima, vento di Maestrale in inverno e vento di Ponente in estate, anche se, come nel resto dell’Isola, gli inverni non sono mai tanto rigidi, in compenso, qui le estati non sono torride ma asciutte e ventilate.
I resti medievali del Castello dei Conti di Modica, sulla collina, segnano il nucleo più antico della città, la cui struttura urbana è stata segnata dal tipico aspetto territoriale in cui le abitazioni finivano per essere le estensioni delle antiche grotte sparse su tutta l’area modicana. Proprio per questo si possono ammirare una necropoli risalente al 2200 a C. in pieno centro storico, quella del Quartiriccio, nel quartiere Vignazza. Le stradine e le lunghe scale conferiscono un insolito movimento urbano dove le chiese, quasi sempre, si affacciano su imponenti e scenografiche scalinate e dove il Barocco siciliano dei suoi edifici e dei suoi monumenti ancora più enfatizza questo contesto teatralmente coinvolgente.
Non scordatevi che il premio Nobel 1959, Salvatore Quasimodo, era un modicano DOC! (1901-1968).