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In giro per Castelbuono
Dare un panoramica completa di cosa vedere di Castelbuono vorrebbe dire fare un’operazione di puro barocchismo, intriso di post modernità, considerato il fatto che nel patrimonio storico-artistico castelbuonese sono racchiuse epoche diverse: dal Castello, le cui mura sono di origine trecentesca, alla Cappella Palatina con gli stucchi serpottiani che portano direttamente al cinquecento e poi ancora all’arte moderna e contemporanea il cui nucleo principale attualmente è costituito dal Fondo della donazione del dottor Vincenzo Di Piazza. A prima vista, quindi, mettere insieme in questa sede opere, patrimonio artistico ed etnoantropologico, sembrerebbe richiamare uno sperimentalismo che porterebbe, almeno nel pensiero, a quell’estetica della wunderkammer, a quelle “camere della meraviglia” di puro stile barocco. Espressione comunque da prendere con le pinze, stile che poi non si distaccherebbe molto da quell’horror vacui ispiratori degli stilemi degli stucchi serpottiani della Cappella di Sant’Anna.
 
Ma cercheremo di costruire in questa sede, un piccolo “Il grand Tour”, per citare Goethe che tanto ha amato Palermo e i centri vicini, che collega il simbolo della castelbuonesità con uno dei pezzi forti di Castelbuono la Chiesa di San Francesco, sede anche del Mausoleo della dinastia che ha dato i natali all’attuale Castelbuono. Leggenda vuole che il Castello fosse collegato a questa chiesa per mezzo di un tunnel sotterraneo che parte dal pozzo (che si incontra prima di salire ai piani alti della residenza di corte) e che sarebbe stato utilizzato dai Ventimiglia in caso di fuga improvvisa dal Castello. Una potenziale visita potrebbe partire dal maniero dei Ventimiglia e tutto ciò che sta dentro di esso. Entrando ecco le scuderie che ospitano delle temporanee davvero interessanti. Quindi, salendo al primo piano ecco che si presenta la pinacoteca d’arte moderna e contemporanea frutto della donazione del Dottor Vincenzo di Piazza. Al secondo piano, il fiore all’occhiello del castello: quella Cappella Palatina resa unica dagli stucchi serpottiani e dalla reliquia della “Madre Sant’Anna” santa patrona di Castelbuono.
 
Uscendo dal castello e proseguendo per via Sant’Anna, si arriva all’ombelico del paese (Piazza Margherita) dove ha sede l’ex Banca di Corte: all’ultimo piano di quella che in passato ha assunto anche la funzione di carcere della città, ci si immette dentro la torre dell’Orologio, il cui impianto risale al 1781 e l’attuale congegno invece è datato 1885. Sulla Rua fera (via Roma), l’antica strada del mercato, l’arteria che congiunge piazza Margherita con la chiesa di San Francesco, l’ex Monastero di Santa Venera ha accolto da quattro anni il museo dedicato a Francesco Minà Palumbo che conserva le collezioni create dall’illustre naturalista e scienziato castelbuonese nel corso di studi svolti con costanza nel territorio delle Madonie fra il 1837 e il 1899. Queste collezioni comprendono reperti provenienti da ogni parte delle Madonie e attinenti flora, fauna, geologia, preistoria, storia e agricoltura. Il tour si conclude salendo quella via Mario Levante, spezza gambe per gli atleti del Giro Podistico (la corsa su strada più antica d’Europa la cui prima edizione s’è svolta nel 1912 e che vanta ben ottantatre edizioni), in cima alla quale si trova la chiesa di San di Francesco con il Mausoleo dei Ventimiglia. Un complesso che ha avuto origine nel ‘300 e che racchiude una Madonna del Gagini e uno splendido organo cinquecentesco di scuola veneziana, tra i più antichi d'Europa - fresco di restauro da qualche mese. Attiguo alla chiesa c’è uno splendido chiostro settecentesco e annesso, nella cappella dedicata a Sant’Antonio, è il mausoleo dei Ventimiglia del XV secolo, riferibile a Francesco Laurana.
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