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La Valle dei Templi di Agrigento, Sito tra Storia e Natura
I sette templi dorici che si stagliano nel verde degli ulivi della vallata ai piedi di Agrigento ci dicono immediatamente di tempi antichi, di classicità passata ma mai morta e di una cultura che resta fondamentale per la nostra civiltà. Dal 1998, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è uno dei siti archeologici più visitati al mondo, ogni libro di storia dell’architettura e dell’arte ne porta la descrizione e per questo non ci soffermeremo qui a darvi cenni tecnici sullo stile dorico, sul numero di colonne o sulle proporzioni dei singoli templi, che fecero scuola ad un gran quantità di architetti, qui vi vogliamo incuriosire ed invitare a respirarne l’atmosfera che cambia a seconda della stagione in cui voi la visiterete, ad apprezzarne la scenografica disposizione delle rovine che solleciterà il più ambizioso obiettivo fotografico per la varietà di angolature e di spunti di ripresa offerti, ad andare, per i percorsi tracciati, attraverso un luogo naturale che nel corso dei tempi moderni si è trovato più volte a fare i conti con una edilizia fabbricativa incosciente e dissennatamente insensibile a bellezza e cultura, che si sarebbe meritata fulmini e saette da Zeus in persona!
 
Muniti di calzature comode (e di qualche bottiglia d’acqua, in periodo estivo) iniziate la vostra visita. Il Tempio della Concordia, in buono stato di conservazione, è da considerarsi come uno dei simboli della classicità greca insieme alle testimonianze dell’Acropoli di Atene. Degli altri, di cui si possono ammirare solo i resti, è interessante fermarsi a considerarne la storia e la loro originaria destinazione d’uso, che eventi bellici o naturali hanno trasformato, come del resto capita alla maggior parte delle costruzioni umane. Per esempio, il Tempio di Hera Lacinia, in cui venivano celebrate le nozze che la dea doveva benedire e proteggere, fu incendiato nel 406 dai Cartaginesi, ed ancora il Tempio di Eracle, Ercole per noi, molto venerato nell’antica Agrigento fu distrutto da un terremoto. A chi sostiene che i resti di antiche costruzioni o monumenti sono tutte uguali, della serie ne hai visto uno e gli hai visti tutti perché è sempre la stessa solfa! si potrebbe rispondere, che se si fermassero per un attimo a pensare che quando quegli stessi edifici, sia sacri che profani, erano nel pieno del loro splendore, erano fruiti da persone vive, erano in un contesto di civiltà raccoglievano il quotidiano e lo straordinario della vita degli uomini… quindi non sono solo pietre, sono testimonianze che ci parlano anche senza parole!
Oltre i Tempi nella vallata si può vedere la Tomba di Terone ed un monumento a piramide in tufo che si pensa essere stato eretto a memoria dei caduti della Seconda Guerra Punica.
L’area archeologica è aperta tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30 e la biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura, per quanto riguarda i tre Templi della collina (Giunone, Concordia ed Ercole) mentre per gli altri l’orario della visita varia dalle 9,00 alle 17,00. Il biglietto è di €8,00 e ridotto o gratuito per anziani, bambini, studenti, personale dei beni culturali, ecc. Dal 18 al 26 aprile 2009, l’ingresso sarà gratuito per tutti, in occasione della Settimana della Cultura.
Per una indimenticabile serata potrete pure usufruire della visita in notturna guidata, in periodo estivo da luglio ad agosto, che vi darà la chance di ammirare i Templi di Giunone, della Concordia e quello di Ercole illuminati sulla collina sacra; la suggestione e le luci, durante l’ora della visita, ne faranno un’esperienza di viaggio veramente unica. Per prenotarla chiamare il +39 360397930 dove vi saranno date ulteriori informazioni circa l’ora, il prezzo, il trasporto e qualsiasi altro servizio turistico (trasporto da e per l’albergo) vogliate richiedere.
Da visitare anche il Museo Regionale San Nicola aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, chiusura alle 13 solo la domenica, il lunedì ed i festivi.
Si può prenotare una ulteriore visita all’Antiquarium, collina dei Templi “Casa Barbadoro” e “Casa Paci” telefonando al +39 0922 497221.
 
Akragas-Agrigento, la sua origine
La storia vuole che l’originario impianto della città sia del 581 a C. ad opera di Gela, in cui una colonia rodio-cretese, presente in quel luogo, fondò la sottocolonia di Akràgas. I primi due secoli di vita (VI-V sec. a.C.), la vedono nel suo miglior splendore sotto le tirannidi di Falaride e di Terone, e la vittoria ad Himera dei Greci sui Cartaginesi, nel 480 a.C., oltre ad arrecare ad Akràgas un ingente bottino di guerra inaugurò per la città un periodo di prosperità e di potenza con la realizzazione di grandiose opere pubbliche. Il tiranno Terone amava circondarsi di letterati e poeti quali Simonide e Pindaro tanto che quest’ultimo disse di Akràgas essere "la più bella delle città dei mortali; l'amica del fasto, sede di Persefone". Sotto il democratico Empedocle (471-406 a. C.) si assiste alla costruzione della maggior numero dei templi agrigentini. Sul finire del V° a C. Agrigento fu sconfitta dai Cartaginesi ed obbligata a pagare un tributo a Cartagine, conosce di nuovo periodi di prosperità fino a diventare base delle operazioni belliche cartaginesi, insieme a Eraclea Minoa, contro i Romani nel corso delle guerre puniche. Nel 210 a.C. la città passa sotto la dominazione romana, ancora una volta, destinata a pagare ingenti tributi all’impero, non perde la sua potenza soprattutto commerciale con il mercato dello zolfo. In epoche storiche successive, come quella bizantina, è sede di culto ed il Tempio della Concordia verrà usato come chiesa.
 
Il Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi
Al visitatore che andrà a riempirsi occhi ed anima di bellezze artistiche e naturalistiche nella Valle dei Templi, ad Agrigento, raccomandiamo di visitare un “gioiellino”, ossia il Giardino della Kolymbetra, riportato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano, che lo ha ricevuto dalla Regione Sicilia nel 1999 in gestione per un periodo di 25 anni), al suo originario splendore. Questo piccolo Eden (5 ettari) lo troverete tra il Tempio di Castore e Polluce ed il Tempio di Vulcano, prende il nome da “Kolymbetra” voce greca che designava una enorme vasca piena d’acqua che irrorando il terreno circostante, faceva di questo fazzoletto di terra l’orto ed il frutteto più fertile della Valle, non a torto i Greci la definirono “piscina degli dei”.
Dopo anni di abbandono finalmente si può fruire di un’esperienza indimenticabile, passeggiando su sentieri, organizzati con indicazioni per il visitatore, le essenze di mirto, di ginestra, di tamerici, di salici, di euforbia vi faranno riscoprire un contatto piacevole con la natura e le fragranze dei limoni, mandarini, aranci, coltivati secondo antiche tecniche di tradizione araba, vi ricorderanno di essere in una delle più belle isole del mondo!
La ristrutturazione del giardino ha portato pure alla scoperta di alcuni ipogei greci (sotterranei) di 2500 anni fa, ancora del tutto funzionanti, circa 18. Questi condotti sotterranei che, ancora oggi, connettono la collina alla Valle dei Templi, erano sicuramente le strutture su cui si impiantava il sistema idrico dell’antica Agrigento.
E’ da considerarsi luogo letterario, visto che fin dall’antichità poeti e scrittori l’hanno menzionato nelle loro opere e i numerosi viaggiatori stranieri che nel Settecento visitarono l’Italia e la Sicilia in cerca di quella classicità che doveva essere fonte di ogni disciplina, non tralasciarono di descriverlo.
Se vi è gradito leggete questi due brani, uno antichissimo l’altro moderno.
I° sec. d.C., lo storico greco Diodoro Siculo, di Agira in Sicilia - “La quantità maggiore dei prigionieri fatti ad Himera venne impiegata ad opere di pubblica utilità. Essi tagliavano le pietre con le quali vennero costruiti non solo i più grandi templi degli dei, ma vennero costruiti anche gli acquedotti per gli sbocchi delle acque dalla città… Gli agrigentini costruirono anche una sontuosa piscina che aveva la circonferenza di sette stadi e la profondità di venti cubiti: in essa vennero condotte le acque dei fiumi e delle sorgenti, diventando così un vivaio di pesci, che forniva molti pesci per l’alimentazione e per il gusto; e poichè moltissimi cigni volavano giù verso di essa, la sua vista era una delizia. Ma in seguito, trascurata, venne ostruita, e infine, distrutta per la quantità del tempo trascorso; e gli abitanti trasformarono tutta la regione, che era fertile, in terreno piantato a viti, e densa di alberi di ogni tipo, così da ricavarne grandi rendite”.
Luigi Pirandello dal romanzo “Giovani e Vecchi” – “L’antica famosa Colimbètra akragantina era veramente molto più giù, nel punto più basso del pianoro, dove tre vallette si uniscono e le rocce si dividono e la linea dell’aspro ciglione, su cui sorgono i Templi, è interrotta da una larga apertura... Oltre il bosco, sul lungo ciglione, sorgevano i famosi Templi superstiti, che parevano collocati apposta, a distanza, per accrescere la meravigliosa vista della villa".
 
Come arrivarci: ingresso zona ovest della Valle dei Templi si percorre il tratto che dal Tempio di Zeus porta al Tempio di Castore e Pollùce o dei Dioscuri, qui troverete l’indicazione per il sentiero che scende verso il Giardino della Kolymbetra.
Il biglietto d’ingresso è di €2 circa, gratuito per gli iscritti al FAI, vi si può accedere mezz’ora prima dell’orario di chiusura.
Si possono prenotare visite guidate. Informazioni: tel. +39 335/12 29 042 (FAI Kolymbetra). Fax  +39 0922 416787. mail faikolymbetra@fondoambiente.it
Apertura: Aprile-Giugno: ore 10-18; Luglio-Settembre: ore 10-19; Ottobre-Marzo: ore 10-17.
Aperto tutti i giorni ad esclusione del periodo che va dal 7 al 31 gennaio.
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