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Correggio e il Quartiere degli Architetti Bambini
A pochi chilometri da Reggio Emilia, Correggio è un borgo antico d’impronta rinascimentale, il cui centro storico, estremamente curato ed in gran parte pedonale, è tutto racchiuso tra Corso Mazzini, Corso Cavour e Via Borgovecchio. Simbolo del paese è il Palazzo dei Principi che si affaccia su Corso Cavour con il suo bel portale d’ingresso in pietra d’Istria e che oggi è sede del Museo Civico. Vanto della collezione, qui custodita, sono alcune opere del Coreggio e Il Redentore del Mantenga, ospitate nella bella sala del camino, sotto uno splendido soffitto a cassettoni. Interessanti anche il salone degli arazzi fiamminghi e la sala dei putti. Per gli ammiratori del Coreggio si consiglia anche di fare un salto alla Chiesa di San Francesco, risalente alla fine del XV secolo, nel quartiere Borgonuovo, dove è conservata una preziosa pala d’altare dello stesso. Non distante dal Palazzo dei Principi si incontra l’ottocentesco Teatro Comunale Asioli, il cui cartellone è sempre molto vivace e dove sarà possibile trascorrere una piacevole serata culturale. Ma Correggio non è solo un serioso borgo rinascimentale ed ecco che appena fuori dal centro prende vita il suggestivo quartiere di Coriandoline, dieci appartamenti e dieci abitazioni unifamiliari, passato alla ribalta come il quartiere degli architetti bambini.
Coriandoline, in grado di rievocare un mondo di fiaba ed innocenza, è infatti frutto di un esperimento iniziato nel 1995 attraverso un progetto che, coinvolgendo le scuole dell’infanzia, si è proposto di chiedeva ai piccoli scolari di descrivere come avrebbero voluto fosse la loro casa ideale. Le risposte e le idee fornite dai bambini sono state analizzate, vagliate e sperimentate in prototipo con la collaborazione di muratori ed artigiani e nel 1999 è stato presentato “Il manifesto delle esigenze abitative dei bambini e delle bambine”. Dalla fantasia alla realtà il passo è stato breve e nel 2003 sono iniziati i lavori di questa piccola grande utopia, che pietra su pietra ha visto edificare questo vero e proprio “quartiere dei bambini”, che non manca di soluzioni architettoniche originale e all’avanguardia. La fantasia abbandona il mondo dell’ideale e del sogno per farsi tangibile e concretizzarsi in una realtà di case trasparenti, case albero, torri con scivoli interni, abitazioni dure all’esterno e morbide all’interno. La bocca di un mostro si trasforma nell’ingresso di un garage e tutto diventa colore ed accoglienza. Coriandoline non è un luna park creato per intrattenere per qualche ora passanti e turisti curiosi ma una città immaginaria che diventa visibile e che migliora giorno dopo giorno la qualità vita delle persone che hanno deciso di abitarvi e che ora non riescono più ad immaginarsi altrove. A conclusione della vostra visita più delle sfumature cromatiche e delle forme di questo bizzarro quartiere vi rimarrà la consapevolezza che forse ci servono i bambini per chiedere quello che ognuno di noi desidera ma che non ha il coraggio di chiedere.
 
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