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Il Mercato della Vucciria
Il mercato della Vucciria si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all'interno del mandamento di Castellammare. La vicinanza al porto cittadino stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani, etc. sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani è ancora leggibile dai nomi di alcune strade (via Chiavettieri, via dei Maccheronai, via dei Pannieri, dei Coltellieri, dei Mezzani, via dei Frangiai, via dell’Argenteria, via Materassai, via dei Tintori, etc.). Il nucleo centrale del mercato è costituito dalla grande Piazza Caracciolo dove un tempo, in epoca angioina, fiorì l’antica bocceria, il maggiore mercato destinato al macello e alla vendita della carne, da cui prende il nome. Nel secolo XIV il macello fu spostato nell’attuale mandamento del Monte di Pietà, tra la via Candelai e piazza S. Onofrio, mentre la Bocceria Grande (ex macellum magnum), o della Foglia, rimase alla Vucciria, ampliandosi nelle vicine vie ed indicato, per distinguersi, con il nome di Bocceria Vecchia. In seguito la Vucciria si unì al Garraffello, l’originario Quartiere delle Logge, logia mercatorum, sorto per l’insediamento dei mercanti genovesi, pisani e catalani. Nel 1783 il vicerè Caracciolo l’abbellì con portici e botteghe in muratura e a lui venne dedicata la piazza centrale del mercato. "Vucciria" in dialetto siciliano significa "confusione". Oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniate) è uno degli elementi che maggiormente caratterizza questo mercato palermitano. È impossibile descrivere tutti gli odori caratteristici che pervadono il posto, anche se il tipico odore di pesce risulta certamente il più intenso. All'interno della zona del mercato si trovano palazzi nobiliari ed opere d'arte quali il Palazzo Mazzarino, appartenuto alla famiglia del celebre cardinale, la fontana del Garraffello, Palazzo Gravina Filangeri di Rammacca al Garraffello. Nel 1974, dalle finestre dell’antica Trattoria Shanghai, Renato Guttuso immortalò il mercato nel celebre dipinto la "Vucciria di Palermo", oggi conservato a Palazzo Steri. Negli ultimi anni numerosi edifici della Vucciria sono in fase di ristrutturazione, e numerosi banchi del mercato sono attualmente chiusi o trasferiti in altri mercati storici. Ancora oggi sono numerosi nel mercato i banchi del pesce, che viene continuamente mantenuto umido.
 
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