“Genova è una città avara. Nasce quasi per forza, sdraiandosi scomodamente su un fianco, nel poco spazio che strappa tra la terra e il mare. Si arrampica con il fiatone di vecchi autobus per salite tremende e vicoli stretti, dove la tramontana, in certi santi giorni di novembre, spazza via le nuvole e il sole. Genova si è accasciata appena scavalcati i monti, e non si riesce a capire se quelle immense sentinelle siano rimaste a sbarrarle la strada o a guardarle le spalle, insomma se stiano lì per proteggere o rinchiudere”. Queste parole di Marzio Angiolani ( Autore di GENOVA. CANZONI IN SALITA Guida alla città e alle sue canzoni)
a mio avviso colgono perfettamente l’anima di questo posto di mare, che del mare è un po’ padrone e un po’ vittima. Genova ha l’aspetto di una città che da poco si è risvegliata da un lungo torpore per vestirsi di un dinamismo che crea nuovi contrasti tra nuovo e vecchio, passato e futuro. Genova è in piena evoluzione, un evoluzione che non cancella ciò che è stato ma che incorpora e trasforma.
Una lingua di terra stretta tra mare e monti, la Liguria è tutta uno scorcio: dal labirinto dei vicoli genovesi alla frastagliata Riviera di Levante... continue »